La porzione di cielo che resisteva all'avanzare delle nuvole era di una commuovente venatura d’innocenza.

Patrick Wolf - Don't Say No



Life is so short Oh, son of the north You'll find your peace At the end of your journey

L. mi ha ricordato che ho un blog. Io sono arrivato qui, tutto pieno di buoni propositi per scrivere un bel post. E invece nella fretta sono inciampato nella pigrizia, ho dato una testata violentissima alla noia e calpestato un paio di non-mi-va.
Vi rendete conto, oh voi pulviscoli di polvere, che aleggiate pigramente, che la mia voglia di scrivere è ridotta ai minimi termini.
Sto francamente un po' giù. Talmente di umore malinconico che stavo per chiamare un mio vecchio ex amico e dirci qualcosa tipo "hey, ti va di farci un giro?". Per fortuna le cattive idee hanno la grazia di levare le tende velocemente. Come il circo che è arrivato in città. Arriva, diverte alcuni, scandalizza gli altri e poi se ne va. Basta non disturbarli, tanto che male fanno i pagliacci? Quelli con la coulrofobia avrebbero da ridire, ma per fortuna in questo blog le parole valgono poco o nulla.
Un po' confuso. Ma l'amore non è divertente se non ti stordisce. Qualche calcio nei coglioni e un paio di testate non fanno altro che farti assaporare quelle piccole cose che uno potrebbe trascurare altrimenti.
Zitto zitto ne è venuto fuori un post, con vere parole addirittura e se cercate bene anche un po' di logica nel distribuirle sul foglio. In alcuni punti potrebbero aver formato delle frasi, ma non ne sono certo e di certo non mi va di rileggerlo per controllare.
Visto che davvero non mi andava di postare un ciuffolo ho pure ripostato uno dei vecchi post dell'era giurassica, ovvero quando noi si pascolava allegramente nei prati di Splinder.
Cià.

è un pensiero che mi piace coltivare

"sai, sono passati anni da quando ci conosciamo e sempre due coglioni siamo rimasti"





ci sono frasi che hanno un valore a sé. arrichiscono il contenuto di qualsiasi discussione in maniera innegabile.

tipo "è un pensiero che mi piace coltivare", lo si può mettere per darsi un tono e coprire immani boiate.

- l'altro giorno sono stato preda di una furia scaccolatrice, è un pensiero che mi piace coltivare.

- credo che il mio gatto nutra verso di me istinti omicidi, è un pensiero che mi p...

"miao!"

"beeello gattino, vieqquà!"

"miao..."

"hai fame eh?"

"miao."

"no..no..nooo!"



Morning Parade - Under The Stars



passion

11Mi fermo alla base delle scale e tiro il cellulare dalla tasca per scattare una foto. Un paio di gradini più in alto un tizio sta scendendo portando un fascio di asparagi avvolti in un sacchetto di plastica. Vedendosi inquadrato s'irrigidisce e accelera il passo. Evita accuratamente di guardarmi come se stesse commettendo un reato. Qualcuno mi disse che serve una licenza per raccogliere asparagi. Non mi può fregare di meno dei suoi asparagi ma quell'espressione sarebbe stata memorabile se l'avessi immortalata con una foto. Qualcuno mi disse che anche un bambino è in grado di scattare belle foto con una reflex e io una reflex non ho, quindi non è il caso di avvicinarmi e farci un’altra foto più da vicino, col cellulare.

Salendo gli innumerevoli gradini che portano alla chiesetta mi rendo conto di capire chi ama la montagna. Il terreno per lo più è scosceso, bisogna fare molta attenzione ad ogni passo per non rischiare di slogarsi una caviglia o peggio. Concentrarsi sui propri movimenti svuota la mente dagli inutili pensieri che ci assalgono nei momenti di ozio.

Di norma si usa salutare, in montagna. C'è una graduale scala di valori. Quando si incontra qualcuno appena iniziato il tragitto si ricorre ad un fugace cenno. Più in là, quando il terreno diventa davvero pericoloso, le persone ricambiano saluti che suonano davvero sinceri. Ne ero rimasto molto sorpreso le prime volte. 22La chiesetta è il punto di arrivo delle scale, più in là gli unici cenni di civiltà sono delle frecce rosse per chi fosse tanto distratto da perdersi e un sentiero di terra battuta e piccoli sassi acuminati. Un paio di ruderi di antica memoria affiancano il percorso come silenziosi spettri.

 

All'unico punto davvero impegnativo trovo una coppietta in difficoltà, lei si alza e riprende il cammino solo grazie alle attenzioni del compagno. Si capisce dal tono dell’uomo che sta cercando di salvare quella che si è rivelata un'uscita disastrosa ricorrendo all'umorismo. Mentre imbocco l'ultima parte del tragitto, quella che porta al castello, cerco di esorcizzare la mia aracnofobia inventando surreali storie vissute dal punto di vista dei ragni. Mi chiedo che effetto farebbe inscenare un fantasy con loro come protagonisti e gli uomini come mostri, quindi svelare solo alla fine cosa siano e che più che fantasy si tratti di ambientalistic-adventure. Arrivo alla conclusione che sono un idiota e mi fermo per ammirare il paesaggio e farmi investire da una rinfrescante folata di vento.

G.C. mi chiama, è tornato dall'inghilterra, il raduno è stato anticipato di una setimana. Si prevede una giornata memorabile.

Entro nel castello, ovvero in quello che ne resta, le mura, i bastioni e 33qualche edificio, probabilmente aggiunto più tardi. Un tizio sorridente mi saluta con trasporto e passa oltre. Mi chiedo se sia la relativa lontananza dalla città e dai suoi usi o l'avere la mente sgombra dai pensieri a rendere le persone più affabili. Decido che le mura bloccano in maniera eccessiva il vento e raggiungo un punto fuori dall’altra parte del castello dove si gode di un panorama stupendo. Da qui lo sguardo spazia lontano, abbracciando due catene montuose che si uniscono come un incrocio stradale nel punto dove mi trovo. Dalle montagne a sinistra arriva un boato, le nuvole si condensano rapidamente e il vento le spinge verso il castello. Ma sono troppo lontane e la loro ombra arranca lentamente sopra i campi sottostanti. Mentre decido di tirare dalla borsa il libro che ho portato da leggere un altro boato mi fa alzare gli occhi al cielo. Le nuvole sono quasi sopra la mia testa e dopo un istante hanno completamente coperto il sole. Dal cielo grigio cade una goccia. Il vento inizia a soffiare con insistenza mentre raccolgo le mie cose e mi avvio chiedendomi se sarò in grado di raggiungere la chiesetta prima che inizi a piovere sul serio. Arrivato alla parete scoscesa la pioggia si intensifica, trovo la coppietta allo stesso punto, probabilmente avevano fatto in tempo ad arrivare fino al castello e tornare. Sono decisamente più allegri di prima e mi fanno partecipe dei fatti loro. Lei ha il gruppo sanguigno universale, dice. Riesco a superarli solo accelerando il passo. Scendo rapidamente le disfatte scalinate bagnate dalla pioggia e ritorno infine alla civiltà.

Uscendo dal vicolo incontro i sguardi assenti di gente assiepata sulle sedie di un bar, affretto il passo per arrivare in tempo al ponte e consegnare finalmente il regalo a P.











The Monkeys Are Coming - Does It Offend You, Yeah?

è uscito il nuovo album! gioite insieme a me! :D 


un'improvvisa rivelazione m'investe la mente mentre sto per premere il tasto sinistro del mouse: corri! faccio un avvitamento su me stesso e con una spinta mi catapulto dalla sedia. corro pesantemente attraverso la stanza. apro la porta con un unico e ampio gesto delle braccia. spinto dall'inerzia vado a sbattere contro il muro di lato. non è tempo per crolli fisici ed emotivi: ho dimenticato il the sul fuoco da più di mezz'ora! un basso ronzio sovrasta i miei passi mentre supero di corsa il bagno. lo sguardo stravolto da mille pensieri. incurante del rumore dei miei passi arrivo alla porta della cucina. la spingo e le budella mi si attorcigliano sapendo cosa troverò dentro. vedo il conteniore per l'acqua, sta sul forno.

mi ci vuole un lungo momento per rendermi conto della sconvolgente realtà ho dimenticato di accendere il fuoco.



Shitdisco - I Know Kung Fu




a la u

mi sento generoso, ragion per cui vi migliorerò la giornata con due video.

quello sui dickheads (ragazzetti-indie-fashion-victims insomma) ha un che di geniale. sopratutto il tizio che si vanta di dirigere un giornale sulle sue stesse balle l'ho trovato rappresentativo, sì.








manciare

La voce mi è tornata, sembra. Quantomeno non intimidisco più i clienti quando parlo.

La tizia xenofoba, razzista e vagamente pazza è stata licenziata, finalmente. Era veramente assurdo il livello di demenza che aveva raggiunto quel posto con lei in giro.

La primavera è tornata, un po' di verdume sta affacciandosi timidamente sul mondo e finalmente uno può farsi una passeggiata senza tornare coi ghiaccioli attaccati al naso.

the alla pesca


"Stavo nelle prossimità della Sua palla destra. Egli mi ha irrorato col suo sudore, scalciato, tirato, graffiato. Si è fatto trasportare e arruffare i capelli un paio di volte e alla fine mi sono beccato pure il plettro del bassista."
C'è sempre gente strana ai concerti.
Per esempio all'esatto centro della mischia troverai sempre un tizio che è uguale identico a Keith Flint e farà esattamente ciò che farebbe Keith Flint.
Ci sono sempre un paio di Koala che ti si attaccheranno alle ascelle e lì rimarranno fino a quando uscirai dal locale.
C'è sempre la testa d'ariete. Non è abbastanza veloce da arrivare a prendersi la prima fila, ma lentamente e con tanto impegno ci arriverà. La cosa importante è che gli stai vicino, ci penserà lui a farsi largo.
Ci sono i bimbetti che bestemmieranno per ogni ritardo e si tapperanno le orecchie per tutto il tempo della esibizione della band di supporto (true story)
Poi ci sono quelle anime pie che t'informeranno che "no, non passerà nessunissima corriera fino alle 6, però se volete vi diamo un passaggio". Delle sante ragazze, diciamocelo. Anche perché io somigliavo vagamente ad un barbone finito per sbaglio dentro ad un autolavaggio. Non sentivo un ciuffolo e parlavo peggio.

The Burning Hotels - Boy Or A Girl
movimenti scomposti ed espressione concentrata per cercare di acchiappare una zanzara a mani nude.

poetico.

rideva come una persona che aveva riflettuto molto sulla Vita e avevacapito che era tutto uno scherzo

Il vento su questo lato del parco soffia da sinistra, scompigliandomi i capelli e impedendomi di leggere con calma. Devo fare un avvitamento su me stesso per potermi sedere son le spalle rivolte verso l’est. Calcolo che ci vorranno quindici minuti circa prima che mi parta il bacino.

Corti capelli bianchi con la riga leggermente spostata di lato. Il vecchietto si avvicina di soppiatto e si ferma davanti  a me. Lo ignoro fino a quanto è umanamente consentito e infine alzo gli occhi al suo faccione sorridente. Una potente folata sposta i capelli e me li sbatte in faccia, azzerando il raggio visivo.

<<Ti dispiace se mi siedo?>>

Un déjà vu. Abbraccio con un ampio sguardo il parco per assicurarmi che non ci siano altri vecchietti nella zona. <<Sì, prego.>>

Si siede tirando un sospiro di soddisfazione. È visibilmente concitato e si guarda intorno con l’atteggiamento di qualcuno che vorrebbe tanto parlare ma si trattiene. Infine cede. Guarda il libro che sto leggendo. So quello che dirà cinque minuti prima che i suoi polmoni diano fiato alle parole. <<Stai studiando?>>

<<No. Lettura d’evasione.>> dico calcando leggermente l’ultima parola.

<<Aha!>> si guarda nuovamente intorno. <<C’è un forte vento oggi.>>

Piango interiormente. Evidentemente non ha colto il senso della mia frase. Prima che possa esordire con il mio collaudato “Ehh..” ammazza discorso, appare sulla scena una nuova figura. Si piazza prepotentemente davanti a me maneggiando un giaccone nero come se fosse infestato dagli scarafaggi. Agita l’abito davanti al vecchietto e lo costringe a metterselo addosso.

<<Non hai visto che vento che fa?!>> sbraita la vecchietta aiutandolo a infilare le braccia. <<Poi non ti lamentare se stai sempre malato! Fa sempre di testa sua.>> conclude rivolgendomi un’occhiata esasperata mentre io mi prodigo nella tipica poker face:



<<Mi faresti un po’ di spazio gentilmente?>>

“porcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocane” <<Sì. Certo.>>

Mi svito, faccio defluire il sangue alle gambe e infine mi avvito nuovamente in una delle posizioni più scomode che panchina abbia mai sostenuto. Il vecchietto è visibilmente alterato per il fatto di aver fatto una così magra figura di fronte al suo nuovo amichetto, così per qualche decina di minuti non fanno altro che bisticciare. Infine si gira e con fare sornione enuncia <<Non ti sposare mai!>>

La vecchietta accoglie la frase del compagno come una vittoria e rivolge la sua trionfante attenzione su di me. <<Oh, ma stai leggendo! È un libro per la scuola?>>

<<No, è lettura d’ev… un libro normale.>>

<<Ma mica stavi aspettando la ragazza? Per caso stiamo disturbando?>>

<<No, non si preoccupi.>>

Il vecchietto coglie l’occasione per intromettersi <<Alla sua età facevo il carabiniere!>>

<<Davvero? E mi dica, è mai stato in Australia?>>





Che mi sia di lezione. La prossima volta alla domanda Ti dispiace se mi siedo? Risponderò con una delle seguenti frasi:


  • Sono le 11 e 40, le pare giusto?

  • Salve, rappresento una ditta interessata al suo fondo pensione, ne vogliamo parlare?

  • Papà!!

  • So quello che hai fatto nell’estate del 1965.

  • Il nero mietitore è qui per la tua anima! (da eseguire in piedi, con movimenti oscillatori delle braccia)

  • E se poi te ne penti?

  • Mi saprebbe trovare una rima per bomba a grappolo?



Lai Lai Hei - Ensiferum


proprietà della rosa di gerico

*dopo un'intensa discussione sul tempo e sul governo italiano*

vecchiettoinfila: d chi s' figl tu?

n: eh? (in realtà ho capito, ma è tanto divertente vedere i vecchietti fare i fighi usando il dialetto)

v: d chi s' figl tu?

n: ah. non sono di qui

v: no? e da dove vieni

n: wagga wagga, australia.

v: però! sì infatti l'avrei detto dal viso

n: eh lo so, i lineamenti tradiscono

v: ma sì infatti ci ho pensato subito "questo qua deve arrivare dall'australia"

n: già, anche io l'ho pensato "è sicuro che l'ha capito, che vengo dall'australia". certe volte sembro inglese, altre tedesco, si figuri.

v: esatto! sai io ero capitano qua, infatti sono stato in australia.

n: ah sì?! e dov'è stato di preciso?

v: beh non propriamente australia, ci sono arrivato vicino però.

n: capisco e da quanti anni ha smesso di fare il capitano?

v: il tenente, ero tenente.



simpatici i vecchietti.





ho sempre portato un relativo odio verso i filosofi. gente che si pone domande inutili, alle quali non troverà mai risposta.

tipo esiste dio? esiste un io? l'uomo esiste o sogna soltanto? qual'è lo scopo ultimo? riuscirei a ficcarmi per intero il dito nel naso?

e giù di seghe mentali per tentare di risolvere tali fondamentali quesiti. ma dico, cazzo te ne frega? fintantoché girandoti non vedi nessun essere gigantesco immortale soffiare nelle vele del tuo destino, allora non hai motivo per pensarci.

di contro nutro un certo rispetto per la psicanalisi. c'è un piccolo psicanalista in ognuno di noi mentre c'incantiamo a osservare uno sconosciuto o mentre pensiamo al perché delle azioni umane. farsi domande su come funzioni la mente è utile, aiuta a capire dinamiche personali e di gruppo. serve anche per farsi una ragione quando ci vengono rivolti certi comportamenti.

"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto." diceva l'odiato Bukowski e aveva pienamente ragione in ciò. ma forse lui intendeva dire che da ubriachi tutto sembra molto "wooow". questo non ci è dato saperlo.

poi, suvvia, i filosofi esistono da millenni, cosa hanno portato di utile?







parlare per interi pomeriggi, come se fossimo stati costretti al silenzio per mesi.

Amsterdam - Guster

(della serie: scoprire che il gruppo stràfico che hai scoperto da qualche mese in realtà lo conoscevi già da anni, grazie a questa canzone. poi cercare di capire dove cribbio l'hai già sentita sta canzone.)

http://www.youtube.com/watch?v=W0TQVbiWeEs&playnext=1&list=PLBA2FE09BEB44AFAA

How am I supposed to pretend I never want to see you again?

c'è un angolo tutto speciale nella mia stanza.

 di solito è pulita e ordinata quanto basta perché non venga indagato per danni ambientali.

la stanza, dico.

invece quest'angolo no.

io lo chiamo affettuosamente "l’angolo dei vestiti” mentre gli altri per lo più lo definiscono come “ommioddiocheccosè”.

Nei giorni più incasinati l’angolo dei vestiti diventa il muro dei vestiti. Può raggiungere altezze considerevoli e spesso travolge i poveri malcapitati che non conoscono la regola non scritta del “ti-prego-non-avvicinarti-a-meno-di-due-metri”

Qualcuno  si è anche arrischiato a proporre un’idea un po’ drastica. La soluzione finale.

“mettili a lavare, no?!”

“non posso D:”

“perché no? Avrai mica paura che prendano vita?” *guarda il mucchio di vestiti con vaga preoccupazione*

“no. È che..sono puliti D:”

Vampire Weekend - Campus


insetti kamikaze che in preda a furore mistico si buttano dagli alberi a cavallo di foglie, contro gli occupanti delle panchine

Hanno un bel colore, le foglie, d’autunno.



Attack Attack! - I Swear I'll Change


Depeche Mode- Never Let Me Down

leggo troppo ultimamente. quasi non faccio altro. leggo, ascolto musica ed esco. alle volte tutte e 3 le cose insieme. a parte lavorstudiare. quello non conta.
solo ora mi sono reso conto che per due anni, o quello che è, ci ero rimasto di merda. era la prima volta che perdevo degli amici a cui volevo bene e le prime volte sono memorabili a prescindere da quello che vogliamo. siamo stati tutti dei gran coglioni. dal primo all'ultimo.
però da tutto si può ricavare una lezione e io la mia l'ho imparata.

si dice che le divinità antiche fossero in grado mutare aspetto a piacimento, assumere qualsiasi sembianza. potevano cambiare qualsiasi parte del loro corpo a parte gli occhi. mi piace pensare che lo stesso valga per gli uomini. che guardandoli con un po' di attenzione si riesca a vedere nel loro animo. il fatto che le persone cerchino di nascondere così strenuamente i loro pensieri non mi fa ben sperare. alle volte invece è fin troppo facile capire cosa gli passa per la testa.
qualcuno mi disse "fai dei tuoi difetti un punto di forza e nessuno ti potrà attaccare", chi sa se lo stesso possa valere per i pensieri.
Dicono che qualsiasi cosa possa apparire bella col giusto filtro. Le persone non sono cose, ma lo stesso vale per loro.
P: Nicola, menomale che ci sei te, siamo gli unici due italiani qua.
N: *pokerface*

woop

Pochi mesi dopo aver imparato a camminare sono scappato dalla città. Presi quello che era il mio amico di allora e completamente nudi ce ne andammo via, verso l'infinito e oltre.
Mio nonno si divertiva sempre a raccontare come, dopo aver setacciato ogni buco, sia andato per i campi. Dice che era con una certa gioia che inseguivamo un branco di pecore e l'annesso pastore.

e lucevan le stelle

Pare che sia tornata la primavera. Se così non fosse ci rimarrei male, sapevatelo. Mi ero un po' stancato di girare impellicciato come una cipolla. Trascorrere ore attaccati al termosifone può avere i suoi aspetti positivi, ma a lungo andare si rischiano le ustioni di terzo grado.
Col bel tempo si prevedono lunghe camminate e maniche corte.
Per festeggiare la nuova stagione sono venuti fuori un paio di eventi che si trovano benissimo nella categoria "miillle progetti". Tra questi è bene ricordare il Paganfest di Bologna, il concerto del Teatro degli Orrori e più in là gli Incubus. Tutti questi, dopo intense progettazioni ma-anche-no, sono attualmente nella fase "se ci gira bene ci andiamo", altrimente conosciuta come "è più facile costruire la torre di Babele che organizzare un evento".

loro malgrado

Tra bambine partorienti, ciccioni indolenti e solito lerciume mediatico, lentamente ma inevitabilmente, il canale 880 è diventato il mio canale tv preferito. Non so da voi ma da me riceve solo musica classica 24 ore su 24.

Aveva imparato che alle volte il silenzio vale mille domande.

Lasso - Phoenix

Questo blog è talmente trascurato che nemmeno i spammer più puzzoni osano lasciare un commento.
Oggi sono stato a leggere da quando mi sono svegliato fino alla cena. Un'altra ora e mi sarei alzato per dirigermi a Nord e combattere gli Estranei.
A marzo si dovrebbe andare a sentire il teatro degli orrori e più in là incubus. Sevatuttobene e selapigrizianoncidivora. Che le cose interessanti ci sono sempre, ma spesso manca la gente interessata. *momento babbuino incompreso* (che noi quando si era bambini delle medie ci si sentiva dei gran figoni sentendo freestyle di bomfunk e chiamando babbuini gli altri bambini delle medie, più piccoli di noi)

meow

Casiokids - Finn Bikkjen

C'è che la mela era maledettamente buona, prima che avessi abbassato lo sguardo e notato che era mezza marcia.
Life is better blindfolded.

associazioni mentali

Special Needs - Placebo

Beh, c'era questa ragazza. Per lei avevo fatto cose veramente stupide. Tipo minacciare uno di bruciargli la casa oppure andare a cercare rogne con quello che sarebbe diventato il suo ex. Era il mio periodo spacco-botilia-amazo-familia. Un bimbominchia che si apprestava a farsi bocciare in prima liceo, insomma.
Ci siamo amati in maniera viscerale. Quasi un anno. Ore e ore attaccati al cellulare quando eravamo lontani. E dire che avevo sempre odiato parlare in questo modo.
Poi gli amici, che avevamo in comune, ci divisero. Sapevamo bene come sarebbe finita e dopo qualche settimana di agonia ci allontanammo.
Lei mi fece conoscere i Placebo, ne era ossessionata. È a lei che penso quando li sento, è inevitabile. Mi sono sempre piaciuti, ma ogni volta che alla radio mandano una loro canzone mi cala una depressione doppiamente pesante.
Se la potessi rivedere c'è una cosa che le vorrei chiedere: "Martina, ma un grupo più allegro non me lo potevi presentare?"
Chi sa in quale recondito spazio della mente avrà relegato il mio nome a sua volta. Forse solo quando le capiterà tra le mani quel libro de il signore degli anelli, forse mai.

Le persone ci vengono incontro ma non se ne vanno mai veramente. Qualcosa di loro ci rimane sempre dentro. Non mi stupirei se per esempio il mio modo di sorridere fosse identico a quello di qualche amico d'infanzia.
Almeno, fino a quando avrò gli album dei placebo da qualche parte vicino a me, saprò chi mi ha insegnato ad esplorare nuovi orizzonti musicali.

Presenting a common enemy

Tanto per fare la voce fuori dal coro, parleremo di neve. Un gruppo di scienziati francesi ha individuato nell'intensa caduta di neuroni dalle italiche teste la spiegazione a questa intensa nevicata.
"cioè, praticamente a voi sembra neve, ma sono solo i vostri neuroni che si stanno suicidando" hanno spiegato i scienziati ad un gruppo di attoniti pastori sardi.
Ad avallorare l'ipotesi è il fatto che di colpo tutti ritengono più che giustificabile una regressione mentale che in alcuni casi rasenta il periodo del post parto.
Presi dal panico, tutti coloro che hanno un minimo di responsabilità verso la società, si sono rifugiati sotto il letto.
"ommioddio, lì fuori... c'è la NEVE!" ha annunciato alla propria anziana madre il sindaco del capoluogo.
"l'sacc'" *intermezzo di modi di dire dialettali* "l'ho già vista nel '58! Spaventevole"
Come diretta conseguenza della nevicata di neuroni i responsabili delle centrali idriche, energetiche, telefoniche e di qualsivoglia servizio che ci distingue dai neanderthal, hanno dato alle fiamme i rispettivi uffici e ballando in cerchio hanno invocato la misericordia della dea madre.
Messa alle strette, la popolazione non si è scoraggiata.
Vogliamo ricordare l'ammirevole spirito civile del piccolo centro abitato di Cinghialealto, dove gli uomini hanno sciolto la neve col proprio corpo. Progetto che è andato miseramente fallito.
"appena la neve diventa terra" ha affermato un autorevole esponente del comune di Cinghialealto "faremo in modo di promulgare leggi più severe contro i padroni che non raccolgono i bisogni dei propri cani."
Sconcerto nella capitale. Il sindaco lamenta l'inefficienza dell'architetto Sisto Medio che nel progettare le strade della Roma imperiale non aveva previsto un piano efficace contro la neve. Quando uno dei giornalisti presenti gli fa notare che il suddetto architetto è morto da 1600 anni, il sindaco ha inveito contro le "strumentali giustificazioni dell'opposizione" e ha comunque precisato che lui della neve sapeva soltanto che è morbida.
"è molto morbida" dice il sindaco illustrando ai presenti una palla di neve e sciacciandola sotto i piedi con modi teatrali "non potrebbe fare nemmeno un graffio alle macchine, anche se ce la lanci contro" per avvalorare la propria ipotesi forma un'altra palla di neve e la lancia contro un giornalista.
Profonda soddisfazione da parte dei boyscout, che possono finalmente mettere in pratica i propri insegnamenti creando pupazzi di neve per rallegrare la popolazione.
In alcuni casi si è sfiorato il panico collettivo.
"ho visto questo uomo bianco" afferma la scombussolata signora Lucia di Pescassessori, tra un fiatone e una bestemmia. "stava nel mio giardino. Me lo sono ritrovato davanti e per lo spavento l'ho preso a legnate finche non gli ho staccato la testa! In quel momento ho avuto un'illuminazione, era un angelo di nostrosignoreiddio. Era disceso per portarci dell'acqua con il suo corpo! Erano giorni che noi in famiglia ci si lavava le mani a sputi."
Se la neve si dovesse trattere sull'italica penisola, mi raccomando, don't eat the yellow snow.

liar game

Non vi saprei descrivere l'atmosfera che si respira la sera, di domenica, nei borghi vicino al Vaticano. Il gatto che mi guarda lucidandosi i gioielli di famiglia, il turista che fotografa imperterrito una banalissima grondaia di plastica. È tutta poesia quando sai che si tratta di chiudere la serranda e poi riposarsi per qualche giorno dopo l'ennesima maratona di novegiornidifila.

I believe that there's not a single person whose heart is evil.

- Come si dice 80 in spagnolo?
- ...ottancia...
- Ottancia?
- ...sss...
- Eh?
- ...ottanciass

Gli inglesi sanno quello che vogliono. I russi sono intimiditi. I giapponesi non battono ciglio se invece di 1,80 pensano di dover pagare 20. I francesi e i spagnoli non parlano l'inglese per principio. Gli italiani le altre lingue le parlano usando varie sfumature delle rispettive capitali.
Non sono molto bravo nell'esternare quello che sento. Alle volte un "ti odio" è più facile da pronunciare al posto di "tutto sommato senza ti te il mondo sarebbe un posto peggiore". E poi è anche più breve, un fatto da non trascurare per un fiero utilizzatore della dislessia da pigrizia. Ma decisamente non sono l'unico. Ne ho vista tanta di gente gridare va*** ma pensare "non lasciarmi".
Lana Del Rey - Video Games

I ain't shakin', it's just the world goin' mad

Un giorno un uomo decise che da grande avrebbe fatto il mare. Si sedette sulla riva di un lago e iniziò a berlo con gli occhi. Quando ebbe finito si sedette su un masso vicino a un fiume. Trovava confortante lo scorrere dell'acqua tra le sue vene. Verso sera arrivò su una spaggia. Si sdraiò, lasciando che la mente assorbisse le profondità marine. Verso mattina finalmente si risvegliò. Ficcò la mano nella tasca e insieme ad una minuscola foglia trovò il desiderio di diventare un albero.

Nonsense facilmente digeribile

C'è questa porta di vetro e oggi quattro persone ci sono andate a sbattere in pieno stile uccellino-che-se-fosse-un-poco- più-informato-saprebbe-che-attraverso-il-vetro-non-si-vola.
È stata una giornata interessante.

maki

Gruppetto di ragazzetti che esercitate le vostre corde vocali per tutto il tragitto della corriera, avete sconfitto i spermatozoi rivali gridandogli nell'orecchio?