passion

11Mi fermo alla base delle scale e tiro il cellulare dalla tasca per scattare una foto. Un paio di gradini più in alto un tizio sta scendendo portando un fascio di asparagi avvolti in un sacchetto di plastica. Vedendosi inquadrato s'irrigidisce e accelera il passo. Evita accuratamente di guardarmi come se stesse commettendo un reato. Qualcuno mi disse che serve una licenza per raccogliere asparagi. Non mi può fregare di meno dei suoi asparagi ma quell'espressione sarebbe stata memorabile se l'avessi immortalata con una foto. Qualcuno mi disse che anche un bambino è in grado di scattare belle foto con una reflex e io una reflex non ho, quindi non è il caso di avvicinarmi e farci un’altra foto più da vicino, col cellulare.

Salendo gli innumerevoli gradini che portano alla chiesetta mi rendo conto di capire chi ama la montagna. Il terreno per lo più è scosceso, bisogna fare molta attenzione ad ogni passo per non rischiare di slogarsi una caviglia o peggio. Concentrarsi sui propri movimenti svuota la mente dagli inutili pensieri che ci assalgono nei momenti di ozio.

Di norma si usa salutare, in montagna. C'è una graduale scala di valori. Quando si incontra qualcuno appena iniziato il tragitto si ricorre ad un fugace cenno. Più in là, quando il terreno diventa davvero pericoloso, le persone ricambiano saluti che suonano davvero sinceri. Ne ero rimasto molto sorpreso le prime volte. 22La chiesetta è il punto di arrivo delle scale, più in là gli unici cenni di civiltà sono delle frecce rosse per chi fosse tanto distratto da perdersi e un sentiero di terra battuta e piccoli sassi acuminati. Un paio di ruderi di antica memoria affiancano il percorso come silenziosi spettri.

 

All'unico punto davvero impegnativo trovo una coppietta in difficoltà, lei si alza e riprende il cammino solo grazie alle attenzioni del compagno. Si capisce dal tono dell’uomo che sta cercando di salvare quella che si è rivelata un'uscita disastrosa ricorrendo all'umorismo. Mentre imbocco l'ultima parte del tragitto, quella che porta al castello, cerco di esorcizzare la mia aracnofobia inventando surreali storie vissute dal punto di vista dei ragni. Mi chiedo che effetto farebbe inscenare un fantasy con loro come protagonisti e gli uomini come mostri, quindi svelare solo alla fine cosa siano e che più che fantasy si tratti di ambientalistic-adventure. Arrivo alla conclusione che sono un idiota e mi fermo per ammirare il paesaggio e farmi investire da una rinfrescante folata di vento.

G.C. mi chiama, è tornato dall'inghilterra, il raduno è stato anticipato di una setimana. Si prevede una giornata memorabile.

Entro nel castello, ovvero in quello che ne resta, le mura, i bastioni e 33qualche edificio, probabilmente aggiunto più tardi. Un tizio sorridente mi saluta con trasporto e passa oltre. Mi chiedo se sia la relativa lontananza dalla città e dai suoi usi o l'avere la mente sgombra dai pensieri a rendere le persone più affabili. Decido che le mura bloccano in maniera eccessiva il vento e raggiungo un punto fuori dall’altra parte del castello dove si gode di un panorama stupendo. Da qui lo sguardo spazia lontano, abbracciando due catene montuose che si uniscono come un incrocio stradale nel punto dove mi trovo. Dalle montagne a sinistra arriva un boato, le nuvole si condensano rapidamente e il vento le spinge verso il castello. Ma sono troppo lontane e la loro ombra arranca lentamente sopra i campi sottostanti. Mentre decido di tirare dalla borsa il libro che ho portato da leggere un altro boato mi fa alzare gli occhi al cielo. Le nuvole sono quasi sopra la mia testa e dopo un istante hanno completamente coperto il sole. Dal cielo grigio cade una goccia. Il vento inizia a soffiare con insistenza mentre raccolgo le mie cose e mi avvio chiedendomi se sarò in grado di raggiungere la chiesetta prima che inizi a piovere sul serio. Arrivato alla parete scoscesa la pioggia si intensifica, trovo la coppietta allo stesso punto, probabilmente avevano fatto in tempo ad arrivare fino al castello e tornare. Sono decisamente più allegri di prima e mi fanno partecipe dei fatti loro. Lei ha il gruppo sanguigno universale, dice. Riesco a superarli solo accelerando il passo. Scendo rapidamente le disfatte scalinate bagnate dalla pioggia e ritorno infine alla civiltà.

Uscendo dal vicolo incontro i sguardi assenti di gente assiepata sulle sedie di un bar, affretto il passo per arrivare in tempo al ponte e consegnare finalmente il regalo a P.











The Monkeys Are Coming - Does It Offend You, Yeah?

è uscito il nuovo album! gioite insieme a me! :D 


un'improvvisa rivelazione m'investe la mente mentre sto per premere il tasto sinistro del mouse: corri! faccio un avvitamento su me stesso e con una spinta mi catapulto dalla sedia. corro pesantemente attraverso la stanza. apro la porta con un unico e ampio gesto delle braccia. spinto dall'inerzia vado a sbattere contro il muro di lato. non è tempo per crolli fisici ed emotivi: ho dimenticato il the sul fuoco da più di mezz'ora! un basso ronzio sovrasta i miei passi mentre supero di corsa il bagno. lo sguardo stravolto da mille pensieri. incurante del rumore dei miei passi arrivo alla porta della cucina. la spingo e le budella mi si attorcigliano sapendo cosa troverò dentro. vedo il conteniore per l'acqua, sta sul forno.

mi ci vuole un lungo momento per rendermi conto della sconvolgente realtà ho dimenticato di accendere il fuoco.



Shitdisco - I Know Kung Fu




a la u

mi sento generoso, ragion per cui vi migliorerò la giornata con due video.

quello sui dickheads (ragazzetti-indie-fashion-victims insomma) ha un che di geniale. sopratutto il tizio che si vanta di dirigere un giornale sulle sue stesse balle l'ho trovato rappresentativo, sì.








manciare

La voce mi è tornata, sembra. Quantomeno non intimidisco più i clienti quando parlo.

La tizia xenofoba, razzista e vagamente pazza è stata licenziata, finalmente. Era veramente assurdo il livello di demenza che aveva raggiunto quel posto con lei in giro.

La primavera è tornata, un po' di verdume sta affacciandosi timidamente sul mondo e finalmente uno può farsi una passeggiata senza tornare coi ghiaccioli attaccati al naso.

the alla pesca


"Stavo nelle prossimità della Sua palla destra. Egli mi ha irrorato col suo sudore, scalciato, tirato, graffiato. Si è fatto trasportare e arruffare i capelli un paio di volte e alla fine mi sono beccato pure il plettro del bassista."
C'è sempre gente strana ai concerti.
Per esempio all'esatto centro della mischia troverai sempre un tizio che è uguale identico a Keith Flint e farà esattamente ciò che farebbe Keith Flint.
Ci sono sempre un paio di Koala che ti si attaccheranno alle ascelle e lì rimarranno fino a quando uscirai dal locale.
C'è sempre la testa d'ariete. Non è abbastanza veloce da arrivare a prendersi la prima fila, ma lentamente e con tanto impegno ci arriverà. La cosa importante è che gli stai vicino, ci penserà lui a farsi largo.
Ci sono i bimbetti che bestemmieranno per ogni ritardo e si tapperanno le orecchie per tutto il tempo della esibizione della band di supporto (true story)
Poi ci sono quelle anime pie che t'informeranno che "no, non passerà nessunissima corriera fino alle 6, però se volete vi diamo un passaggio". Delle sante ragazze, diciamocelo. Anche perché io somigliavo vagamente ad un barbone finito per sbaglio dentro ad un autolavaggio. Non sentivo un ciuffolo e parlavo peggio.

The Burning Hotels - Boy Or A Girl
movimenti scomposti ed espressione concentrata per cercare di acchiappare una zanzara a mani nude.

poetico.

rideva come una persona che aveva riflettuto molto sulla Vita e avevacapito che era tutto uno scherzo

Il vento su questo lato del parco soffia da sinistra, scompigliandomi i capelli e impedendomi di leggere con calma. Devo fare un avvitamento su me stesso per potermi sedere son le spalle rivolte verso l’est. Calcolo che ci vorranno quindici minuti circa prima che mi parta il bacino.

Corti capelli bianchi con la riga leggermente spostata di lato. Il vecchietto si avvicina di soppiatto e si ferma davanti  a me. Lo ignoro fino a quanto è umanamente consentito e infine alzo gli occhi al suo faccione sorridente. Una potente folata sposta i capelli e me li sbatte in faccia, azzerando il raggio visivo.

<<Ti dispiace se mi siedo?>>

Un déjà vu. Abbraccio con un ampio sguardo il parco per assicurarmi che non ci siano altri vecchietti nella zona. <<Sì, prego.>>

Si siede tirando un sospiro di soddisfazione. È visibilmente concitato e si guarda intorno con l’atteggiamento di qualcuno che vorrebbe tanto parlare ma si trattiene. Infine cede. Guarda il libro che sto leggendo. So quello che dirà cinque minuti prima che i suoi polmoni diano fiato alle parole. <<Stai studiando?>>

<<No. Lettura d’evasione.>> dico calcando leggermente l’ultima parola.

<<Aha!>> si guarda nuovamente intorno. <<C’è un forte vento oggi.>>

Piango interiormente. Evidentemente non ha colto il senso della mia frase. Prima che possa esordire con il mio collaudato “Ehh..” ammazza discorso, appare sulla scena una nuova figura. Si piazza prepotentemente davanti a me maneggiando un giaccone nero come se fosse infestato dagli scarafaggi. Agita l’abito davanti al vecchietto e lo costringe a metterselo addosso.

<<Non hai visto che vento che fa?!>> sbraita la vecchietta aiutandolo a infilare le braccia. <<Poi non ti lamentare se stai sempre malato! Fa sempre di testa sua.>> conclude rivolgendomi un’occhiata esasperata mentre io mi prodigo nella tipica poker face:



<<Mi faresti un po’ di spazio gentilmente?>>

“porcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocane” <<Sì. Certo.>>

Mi svito, faccio defluire il sangue alle gambe e infine mi avvito nuovamente in una delle posizioni più scomode che panchina abbia mai sostenuto. Il vecchietto è visibilmente alterato per il fatto di aver fatto una così magra figura di fronte al suo nuovo amichetto, così per qualche decina di minuti non fanno altro che bisticciare. Infine si gira e con fare sornione enuncia <<Non ti sposare mai!>>

La vecchietta accoglie la frase del compagno come una vittoria e rivolge la sua trionfante attenzione su di me. <<Oh, ma stai leggendo! È un libro per la scuola?>>

<<No, è lettura d’ev… un libro normale.>>

<<Ma mica stavi aspettando la ragazza? Per caso stiamo disturbando?>>

<<No, non si preoccupi.>>

Il vecchietto coglie l’occasione per intromettersi <<Alla sua età facevo il carabiniere!>>

<<Davvero? E mi dica, è mai stato in Australia?>>





Che mi sia di lezione. La prossima volta alla domanda Ti dispiace se mi siedo? Risponderò con una delle seguenti frasi:


  • Sono le 11 e 40, le pare giusto?

  • Salve, rappresento una ditta interessata al suo fondo pensione, ne vogliamo parlare?

  • Papà!!

  • So quello che hai fatto nell’estate del 1965.

  • Il nero mietitore è qui per la tua anima! (da eseguire in piedi, con movimenti oscillatori delle braccia)

  • E se poi te ne penti?

  • Mi saprebbe trovare una rima per bomba a grappolo?



Lai Lai Hei - Ensiferum


proprietà della rosa di gerico

*dopo un'intensa discussione sul tempo e sul governo italiano*

vecchiettoinfila: d chi s' figl tu?

n: eh? (in realtà ho capito, ma è tanto divertente vedere i vecchietti fare i fighi usando il dialetto)

v: d chi s' figl tu?

n: ah. non sono di qui

v: no? e da dove vieni

n: wagga wagga, australia.

v: però! sì infatti l'avrei detto dal viso

n: eh lo so, i lineamenti tradiscono

v: ma sì infatti ci ho pensato subito "questo qua deve arrivare dall'australia"

n: già, anche io l'ho pensato "è sicuro che l'ha capito, che vengo dall'australia". certe volte sembro inglese, altre tedesco, si figuri.

v: esatto! sai io ero capitano qua, infatti sono stato in australia.

n: ah sì?! e dov'è stato di preciso?

v: beh non propriamente australia, ci sono arrivato vicino però.

n: capisco e da quanti anni ha smesso di fare il capitano?

v: il tenente, ero tenente.



simpatici i vecchietti.





ho sempre portato un relativo odio verso i filosofi. gente che si pone domande inutili, alle quali non troverà mai risposta.

tipo esiste dio? esiste un io? l'uomo esiste o sogna soltanto? qual'è lo scopo ultimo? riuscirei a ficcarmi per intero il dito nel naso?

e giù di seghe mentali per tentare di risolvere tali fondamentali quesiti. ma dico, cazzo te ne frega? fintantoché girandoti non vedi nessun essere gigantesco immortale soffiare nelle vele del tuo destino, allora non hai motivo per pensarci.

di contro nutro un certo rispetto per la psicanalisi. c'è un piccolo psicanalista in ognuno di noi mentre c'incantiamo a osservare uno sconosciuto o mentre pensiamo al perché delle azioni umane. farsi domande su come funzioni la mente è utile, aiuta a capire dinamiche personali e di gruppo. serve anche per farsi una ragione quando ci vengono rivolti certi comportamenti.

"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto." diceva l'odiato Bukowski e aveva pienamente ragione in ciò. ma forse lui intendeva dire che da ubriachi tutto sembra molto "wooow". questo non ci è dato saperlo.

poi, suvvia, i filosofi esistono da millenni, cosa hanno portato di utile?







parlare per interi pomeriggi, come se fossimo stati costretti al silenzio per mesi.

Amsterdam - Guster

(della serie: scoprire che il gruppo stràfico che hai scoperto da qualche mese in realtà lo conoscevi già da anni, grazie a questa canzone. poi cercare di capire dove cribbio l'hai già sentita sta canzone.)

http://www.youtube.com/watch?v=W0TQVbiWeEs&playnext=1&list=PLBA2FE09BEB44AFAA

How am I supposed to pretend I never want to see you again?

c'è un angolo tutto speciale nella mia stanza.

 di solito è pulita e ordinata quanto basta perché non venga indagato per danni ambientali.

la stanza, dico.

invece quest'angolo no.

io lo chiamo affettuosamente "l’angolo dei vestiti” mentre gli altri per lo più lo definiscono come “ommioddiocheccosè”.

Nei giorni più incasinati l’angolo dei vestiti diventa il muro dei vestiti. Può raggiungere altezze considerevoli e spesso travolge i poveri malcapitati che non conoscono la regola non scritta del “ti-prego-non-avvicinarti-a-meno-di-due-metri”

Qualcuno  si è anche arrischiato a proporre un’idea un po’ drastica. La soluzione finale.

“mettili a lavare, no?!”

“non posso D:”

“perché no? Avrai mica paura che prendano vita?” *guarda il mucchio di vestiti con vaga preoccupazione*

“no. È che..sono puliti D:”

Vampire Weekend - Campus


insetti kamikaze che in preda a furore mistico si buttano dagli alberi a cavallo di foglie, contro gli occupanti delle panchine

Hanno un bel colore, le foglie, d’autunno.



Attack Attack! - I Swear I'll Change