Special Needs - Placebo
Beh, c'era questa ragazza. Per lei avevo fatto cose veramente stupide. Tipo minacciare uno di bruciargli la casa oppure andare a cercare rogne con quello che sarebbe diventato il suo ex. Era il mio periodo spacco-botilia-amazo-familia. Un bimbominchia che si apprestava a farsi bocciare in prima liceo, insomma.
Ci siamo amati in maniera viscerale. Quasi un anno. Ore e ore attaccati al cellulare quando eravamo lontani. E dire che avevo sempre odiato parlare in questo modo.
Poi gli amici, che avevamo in comune, ci divisero. Sapevamo bene come sarebbe finita e dopo qualche settimana di agonia ci allontanammo.
Lei mi fece conoscere i Placebo, ne era ossessionata. È a lei che penso quando li sento, è inevitabile. Mi sono sempre piaciuti, ma ogni volta che alla radio mandano una loro canzone mi cala una depressione doppiamente pesante.
Se la potessi rivedere c'è una cosa che le vorrei chiedere: "Martina, ma un grupo più allegro non me lo potevi presentare?"
Chi sa in quale recondito spazio della mente avrà relegato il mio nome a sua volta. Forse solo quando le capiterà tra le mani quel libro de il signore degli anelli, forse mai.
Le persone ci vengono incontro ma non se ne vanno mai veramente. Qualcosa di loro ci rimane sempre dentro. Non mi stupirei se per esempio il mio modo di sorridere fosse identico a quello di qualche amico d'infanzia.
Almeno, fino a quando avrò gli album dei placebo da qualche parte vicino a me, saprò chi mi ha insegnato ad esplorare nuovi orizzonti musicali.
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