- Anticamente si dicea: "Non è per illuminar l'intelletto del popolo che la Via s'adotta, bensì per tenerlo ignorante. Se il popolo è difficile da governare è per la sua perspicacia"




Chi sa che fracasso farà il crollo dell’Europa. Gli inizi della crisi si sentivano già più di un anno fa. Chi se lo scorda l’angoscia che provai quando iniziarono a trapelare le prime indiscrezioni sullo stato dei conti della Grecia. E le velate allusioni al debito pubblico che i governanticchi italici si scambiavano tra loro come minaccia. Credevano che nessuno ci avrebbe fatto caso e non si sbagliavano.
Se un ignorante come me aveva capito che non c’era da scherzare figuriamoci loro. Però hanno fatto qualcosa? Ovviamente no. Sapevano che agli italici abitanti di questa striscia di terra e montagne fregaunpo’naseha.
Mi viene da pensare se non sarebbe meglio uno stato totalitario al posto di questa finta democrazia. Ci sono molte storie di ridenti regni molto molto lontani dove la felicità regna sovrana. Invece nessuno si è dato la briga di glorificare le vicende di ridenti repubbliche fondate sul lavoro. Solo che gli Italiani, dopo il crollo di Roma, non riescono nemmeno a dare vita ad uno stato totalitario come si deve. E dire che dovrebbe essere una delle cose più facili.
Cazzate a parte, sono stato contento quando Monti è salito al colle. Finalmente qualcuno che è arrivato lassù per merito e non perché bravo a parlare. Ma tranquilli, questo stato di grazia è stato possibile solo perché ci fosse qualcuno a cui dare la colpa per quel che accadrà dopo.
L’europa era un progetto stupendo sulla carta, ma i “padri fondatori” hanno peccato di presunzione, non prendendo nemmeno per un attimo in considerazione l’ipotesi che la fiducia degli investitori potesse scemare. Una moneta unica senza una banca centrale con i poteri necessari per gestirla. Gli economisti sono proprio delle cacche nel progettare cose, non c’è una cazzo da fare.



È un paio di settimane che faccio il banchista in una pizzeria a letteralmente cinque metri dal Vatican City. I nostri clienti sono per un terzo suore, per un terzo studenti del lumsa e per un terzo turisti. Ovviamente sono tutti muniti di buone intenzioni e averci a che fare è la parte migliore del lavoro (a parte le suore, hanno la brutta abitudine di arrivare in plotoni da venti proprio nelle ore di punta. Le ore di punta sono dalle 12 alle 15 e praticamente un buon 98% degli incassi del mattino, che sarebbe da considerarsi dalle 9 alle 15, si hanno in queste ore. Per dire, su 5-600 euri che fo la mattina, 570 si hanno in queste ore. Nelle ore di punta si può arrivare anche a 5 banchisti che svolazzano nello spazio di 2 metri quadrati per, in ordine
-          dire ciao
-          aspettare che il cliente scelga la pizza che vuole
-          chiedergli quanto grande la vuole
-          tagliarla
-          chiedere se la mangia qui o la porta via
-          nel caso, chiedere se la mangia per strada o vuole che la si impacchetti
-          pesare la pizza dribblando i colleghi
-          chiedere se la vuole riscaldata
-          metterla nel forno, perché, inevitabilmente, il cliente la vuole riscaldata
-          scivolare su pizze che i compagni fanno cadere per terra
-          farsi pagare
-          andare alla cassa, fare lo scontrino e scavicchiare per trovare i spicci per il resto
-          tirare la pizza dal forno
-          scottarsi
-          impacchettarla)
L’unica pecca del lavoro è l’estrema instabilità mentale dei personaggioni ivi ubicati. A detta di chi ci lavora e dei clienti qua i nuovi assunti non resistono per più di un paio di settimane e i motivi li avevo ben chiari dal primo incontro lol. Andare al lavoro pensando “oh, io lavoro come so. Quanto reggo reggo, poi sticazzi.” Ha moltissimi vantaggi.


È stata una decisione combattuta ma alla fine ho optato per il Pocketbook 902 pro, il lettore ebook da 9.7 pollici *_*
Ora potrò leggere tutto quello che mi pare e soprattutto quando mi pare.
I lettori ebook sono un’invenzione relativamente nuova. Quello che li distingue dai normali tablet, tipo l’ipad, è lo schermo, che nel caso degli ebook non sono retroilluminati. Quindi non rilasciano luce propria, hanno invece bisogno di una fonte di luce esterna, esattamente come i normali libri.
In realtà la scelta non è stata poi tanto difficile visto che di ebook dallo schermo grande ce ne sono in circolazione 3-4. Tutti gli altri sono da 5-6 pollici. Essendo io uno che legge velocemente, dopo un po’ mi sarei stancato di cambiare pagina ogni 3 secondi e poi non avrei potuto leggere i pdf più grandi (ma è più per il fatto che uno schermo da 6 pollici mi sembra terribilmente piccolo, ammettiamolo)
Eluveitie - Omnos

Hurry Up We're Dreaming


Avevo nonricordoquantianni. Intorno ai dieci credo. C'era in casa questo albero millenario. Enorme, i rami più alti erano perennemente avvolti dalle nubi. Le sue radici affondavano nella nera terra e le paludi lo circondavano.
Liane e ponti di funi, intrecciate tra di loro, consentivano agli abitanti dell'albero mistico di spostarsi velocemente. D'altra parte, l'albero nascondeva mille insidie e trappole mortali per chi fosse stato così idiota da affrontarlo da solo. Ogni giorno prendevano vita vicende diverse. Odio, vendetta, speranza, nessun limite se non il tempo. Verso sera, quando gli oggetti perdevano la loro scintilla vitale, il mondo intorno veniva cancellato, le funi tagliate, le trappole scardinate.
 Mia nonna non aveva mai apprezzato il fatto che sfruttassi la sua pianta da salotto gigantesca (per il me di allora) per sfogare la mia fantasia. Non capiva che quegli oggetti inanimati che lei trovava erano pieni di vita. Forse quel ago che lei rimetteva al suo legittimo posto era il primo lanciere di un condottiero sanguinario, mentre le presine da bucato nascoste tra i rami erano l'avanguardia di una razza di alieni. Però, di tutte le cose, proprio non sopportava le ragnatele che creavo da centinaia di fili di varia lunghezza. Non è adatto ad un salotto come si deve, diceva.
D'estate, quando le strade sono deserte di giorno e si rimane a cazzeggiare fino a tarda notte, i miei nonni annunciarono che avevano comprato un posto in un campo estivo. Non presi la cosa molto bene. Sarei stato lontano dai miei amici per intere settimane di preziosa estate. Il nostro gruppo di gentaglie, che comprendeva una ventina di ragazzetti (e qualche ragazzetta), si riuniva sempre nel vicino cortile/parco/foresta oppure nel vicino stadio e faceva più o meno tutto quello che un gruppo di gentaglie di minore età può fare. Forse anche di più e decisamente più spesso. Si passava da cacce al pipistrello al baseball, passando per serate di esplorazioni horror. Si sfruttava tutta la gamma di sport più o meno veri e tutta la flora e fauna per dar vita all'inverosimile. Noi si era gente molto creativa per quanto riguarda l'uso del tempo libero, diciamolo.
Era in questo clima che mi mandarono ad un campo estivo in mezzo ai boschi. Durante il tragitto in macchina ero silenzioso. Ogni tanto facevo qualche domanda apparentemente innocente.
- Quanti kilometri mancano?
- Sono tanti 100 kilometri a piedi?
- Come fai a ricordare la strada?
- È questa la via più breve?
Inutile dire che dopo la prima domanda non mi risposero più.
Il campo estivo era un vero campo estivo. Enorme. Magari qualcosa di vagamente interessante per un bambino di città. Decisamente troppo stretto per me. L’unica cosa che trovavo passabile lì era il the e la piscina.
Passati un paio di giorni mi stancai del posto. Tornai nella mia camera e dopo aver rimesso nello zaino i vestiti e il modello di transformer me la svignai.
Fuggire fu abbastanza facile visto che il giorno primo ero stato assegnato al controllo della porta d’ingresso.
Dopo un bel pò di camminata non ero più così sicuro che sarebbero bastati una giorno e una notte per arrivare.
Nei pressi di un grande bivio c’era un chiosco di angurie. Il proprietario in uno slancio di generosità regalava fette di anguria ai ragazzetti della zona. Dopo aver fatto amicizia con loro presi a negoziare con il proprietario di una bici con le assi delle ruote colorate. Stavo quasi per convincerlo a lasciarmi la bici per il tempo necessario a tornare a casa. Poi avrei convinto qualche zio a riportargliela. Come garanzia gli avrei lasciato il mio zaino e il transformer.
Da come guardava il robottino avevo capito di aver fatto centro. Ma, ahime, un suo amichetto più grande (e con più intelligenza) lo convinse che non era il caso.
Peccato, avrei sicuramente mantenuto la parola. Quel robottino era uno dei pezzi forti del mio arsenale.
Ripresi a camminare.
Faceva caldo, caldissimo. Le gambe iniziavano a farmi parecchio male e da quello che ricordavo non ero arrivato nemmeno a metà strada. In più, la sera si avvicinava e la prospettiva di camminare di notte aveva perso un po’ del suo fascino.
Ad un certo punto passa una macchina. Si ferma e retrocede per affiancarmi.
Si abbassa il vetro e due uomini strabuzzano gli occhi guardandomi in faccia.
“col cazzo che accetto le caramelle, quella storia la conosco molto bene e scordati che entri in quella macchina lì di mia spontanea volontà” pensai. Guardai a destra e poi a sinistra. Qualche metro più in là un ragazzo camminava svogliato lungo lo stradone. “sticazzi, tanto sono più veloce a correre di loro”
L’autista fa di sì con la testa verso il suo sghignazzante compagno.
-          Ragazzo, ma tu per caso sei il figlio di I.?

Mia nonna stava per svenire vedendomi arrivare a casa, quando mancava ancora qualche settimana prima che venisse a prendermi. Mi fa mangiare come se non avessi mangiato da giorni e mi fa vedere un gioco che mia zia mi aveva regalato nel frattempo.
Guardavo il gioco Go e il (nel frattempo diventato) lindo salone. Poi la pianta. Non ho mai imparato a giocare a Go ma ogni volta che mi servivano degli oggetti per creare dei fanti o delle trappole sapevo dove prenderli.
M83 - Moonchild

ok

infine ce la si fece a creare il nuovo blog. ho sprecato intere ere cercando un template decente e alla fine ci ho rinunciato e ho modificato uno a caso in modo da farlo somigliare a questo  (chiaramente essendo una capra in codici e cose del genere ci ho messo il tempo che serve per  dare la caccia a un cinghiale e farlo arrosto)
purtroppo non posso copiare il contenuto del vecchio blog quindi se mi girerà bene posterò ogni tanto un intervento estrapolato a caso. oppure ancora, se mi deciderò a leggere il blog ancora più vecchio potrei trovare qualcosa di interessante anche da quelle parti (scarsa giustificazione per la prevedibile futura pigrizia)
vedremo.
Explosions in the Sky - Human Qualities

dadada

Pare che Splinder sia stato acquisito da Dada (se vogliamo dare per vere certe voci che io farò finta di non aver letto per caso su un blog e che quindi sarebbero tutte da controllare). Quindi, anche per il simpatico bannerino rosso in home (che io ho notato solo l'altro ieri) c'è chi si preoccupa per un'eventuale chiusura dell'intero sito.
A me la cosa fregaunpònasega però ne ho scritte di cose qui, quindi mi sarebbe dispiaciuto perderle.
Ragion per cui mi sono procurato sto bel progammino e scaricato sul hard disk tutte le cazzate che qui ho scritto. Ora che ci penso ho dimenticarlo di farlo anche sull'altro blog sto lavoretto.
L'unica cosa che mi ha trattenuto dal fare il trasferimenti fino ad ora è stato il template. Ormai ci sono affezionato e non saprei come trasferirlo uguale su Tumblr o Blogger per esempio.
Toccherà smanettare un pò col template e poi trasferirsi definitivamente :/

Count Your Blessings - Tore Up