Corti capelli bianchi con la riga leggermente spostata di lato. Il vecchietto si avvicina di soppiatto e si ferma davanti a me. Lo ignoro fino a quanto è umanamente consentito e infine alzo gli occhi al suo faccione sorridente. Una potente folata sposta i capelli e me li sbatte in faccia, azzerando il raggio visivo.
<<Ti dispiace se mi siedo?>>
Un déjà vu. Abbraccio con un ampio sguardo il parco per assicurarmi che non ci siano altri vecchietti nella zona. <<Sì, prego.>>
Si siede tirando un sospiro di soddisfazione. È visibilmente concitato e si guarda intorno con l’atteggiamento di qualcuno che vorrebbe tanto parlare ma si trattiene. Infine cede. Guarda il libro che sto leggendo. So quello che dirà cinque minuti prima che i suoi polmoni diano fiato alle parole. <<Stai studiando?>>
<<No. Lettura d’evasione.>> dico calcando leggermente l’ultima parola.
<<Aha!>> si guarda nuovamente intorno. <<C’è un forte vento oggi.>>
Piango interiormente. Evidentemente non ha colto il senso della mia frase. Prima che possa esordire con il mio collaudato “Ehh..” ammazza discorso, appare sulla scena una nuova figura. Si piazza prepotentemente davanti a me maneggiando un giaccone nero come se fosse infestato dagli scarafaggi. Agita l’abito davanti al vecchietto e lo costringe a metterselo addosso.
<<Non hai visto che vento che fa?!>> sbraita la vecchietta aiutandolo a infilare le braccia. <<Poi non ti lamentare se stai sempre malato! Fa sempre di testa sua.>> conclude rivolgendomi un’occhiata esasperata mentre io mi prodigo nella tipica poker face:

<<Mi faresti un po’ di spazio gentilmente?>>
“porcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocane” <<Sì. Certo.>>
Mi svito, faccio defluire il sangue alle gambe e infine mi avvito nuovamente in una delle posizioni più scomode che panchina abbia mai sostenuto. Il vecchietto è visibilmente alterato per il fatto di aver fatto una così magra figura di fronte al suo nuovo amichetto, così per qualche decina di minuti non fanno altro che bisticciare. Infine si gira e con fare sornione enuncia <<Non ti sposare mai!>>
La vecchietta accoglie la frase del compagno come una vittoria e rivolge la sua trionfante attenzione su di me. <<Oh, ma stai leggendo! È un libro per la scuola?>>
<<No, è lettura d’ev… un libro normale.>>
<<Ma mica stavi aspettando la ragazza? Per caso stiamo disturbando?>>
<<No, non si preoccupi.>>
Il vecchietto coglie l’occasione per intromettersi <<Alla sua età facevo il carabiniere!>>
<<Davvero? E mi dica, è mai stato in Australia?>>
Che mi sia di lezione. La prossima volta alla domanda Ti dispiace se mi siedo? Risponderò con una delle seguenti frasi:
Sono le 11 e 40, le pare giusto?
Salve, rappresento una ditta interessata al suo fondo pensione, ne vogliamo parlare?
Papà!!
So quello che hai fatto nell’estate del 1965.
Il nero mietitore è qui per la tua anima! (da eseguire in piedi, con movimenti oscillatori delle braccia)
E se poi te ne penti?
Mi saprebbe trovare una rima per bomba a grappolo?
Lai Lai Hei - Ensiferum
Nessun commento:
Posta un commento