manciare

La voce mi è tornata, sembra. Quantomeno non intimidisco più i clienti quando parlo.

La tizia xenofoba, razzista e vagamente pazza è stata licenziata, finalmente. Era veramente assurdo il livello di demenza che aveva raggiunto quel posto con lei in giro.

La primavera è tornata, un po' di verdume sta affacciandosi timidamente sul mondo e finalmente uno può farsi una passeggiata senza tornare coi ghiaccioli attaccati al naso.

the alla pesca


"Stavo nelle prossimità della Sua palla destra. Egli mi ha irrorato col suo sudore, scalciato, tirato, graffiato. Si è fatto trasportare e arruffare i capelli un paio di volte e alla fine mi sono beccato pure il plettro del bassista."
C'è sempre gente strana ai concerti.
Per esempio all'esatto centro della mischia troverai sempre un tizio che è uguale identico a Keith Flint e farà esattamente ciò che farebbe Keith Flint.
Ci sono sempre un paio di Koala che ti si attaccheranno alle ascelle e lì rimarranno fino a quando uscirai dal locale.
C'è sempre la testa d'ariete. Non è abbastanza veloce da arrivare a prendersi la prima fila, ma lentamente e con tanto impegno ci arriverà. La cosa importante è che gli stai vicino, ci penserà lui a farsi largo.
Ci sono i bimbetti che bestemmieranno per ogni ritardo e si tapperanno le orecchie per tutto il tempo della esibizione della band di supporto (true story)
Poi ci sono quelle anime pie che t'informeranno che "no, non passerà nessunissima corriera fino alle 6, però se volete vi diamo un passaggio". Delle sante ragazze, diciamocelo. Anche perché io somigliavo vagamente ad un barbone finito per sbaglio dentro ad un autolavaggio. Non sentivo un ciuffolo e parlavo peggio.

The Burning Hotels - Boy Or A Girl
movimenti scomposti ed espressione concentrata per cercare di acchiappare una zanzara a mani nude.

poetico.

rideva come una persona che aveva riflettuto molto sulla Vita e avevacapito che era tutto uno scherzo

Il vento su questo lato del parco soffia da sinistra, scompigliandomi i capelli e impedendomi di leggere con calma. Devo fare un avvitamento su me stesso per potermi sedere son le spalle rivolte verso l’est. Calcolo che ci vorranno quindici minuti circa prima che mi parta il bacino.

Corti capelli bianchi con la riga leggermente spostata di lato. Il vecchietto si avvicina di soppiatto e si ferma davanti  a me. Lo ignoro fino a quanto è umanamente consentito e infine alzo gli occhi al suo faccione sorridente. Una potente folata sposta i capelli e me li sbatte in faccia, azzerando il raggio visivo.

<<Ti dispiace se mi siedo?>>

Un déjà vu. Abbraccio con un ampio sguardo il parco per assicurarmi che non ci siano altri vecchietti nella zona. <<Sì, prego.>>

Si siede tirando un sospiro di soddisfazione. È visibilmente concitato e si guarda intorno con l’atteggiamento di qualcuno che vorrebbe tanto parlare ma si trattiene. Infine cede. Guarda il libro che sto leggendo. So quello che dirà cinque minuti prima che i suoi polmoni diano fiato alle parole. <<Stai studiando?>>

<<No. Lettura d’evasione.>> dico calcando leggermente l’ultima parola.

<<Aha!>> si guarda nuovamente intorno. <<C’è un forte vento oggi.>>

Piango interiormente. Evidentemente non ha colto il senso della mia frase. Prima che possa esordire con il mio collaudato “Ehh..” ammazza discorso, appare sulla scena una nuova figura. Si piazza prepotentemente davanti a me maneggiando un giaccone nero come se fosse infestato dagli scarafaggi. Agita l’abito davanti al vecchietto e lo costringe a metterselo addosso.

<<Non hai visto che vento che fa?!>> sbraita la vecchietta aiutandolo a infilare le braccia. <<Poi non ti lamentare se stai sempre malato! Fa sempre di testa sua.>> conclude rivolgendomi un’occhiata esasperata mentre io mi prodigo nella tipica poker face:



<<Mi faresti un po’ di spazio gentilmente?>>

“porcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocaneporcocane” <<Sì. Certo.>>

Mi svito, faccio defluire il sangue alle gambe e infine mi avvito nuovamente in una delle posizioni più scomode che panchina abbia mai sostenuto. Il vecchietto è visibilmente alterato per il fatto di aver fatto una così magra figura di fronte al suo nuovo amichetto, così per qualche decina di minuti non fanno altro che bisticciare. Infine si gira e con fare sornione enuncia <<Non ti sposare mai!>>

La vecchietta accoglie la frase del compagno come una vittoria e rivolge la sua trionfante attenzione su di me. <<Oh, ma stai leggendo! È un libro per la scuola?>>

<<No, è lettura d’ev… un libro normale.>>

<<Ma mica stavi aspettando la ragazza? Per caso stiamo disturbando?>>

<<No, non si preoccupi.>>

Il vecchietto coglie l’occasione per intromettersi <<Alla sua età facevo il carabiniere!>>

<<Davvero? E mi dica, è mai stato in Australia?>>





Che mi sia di lezione. La prossima volta alla domanda Ti dispiace se mi siedo? Risponderò con una delle seguenti frasi:


  • Sono le 11 e 40, le pare giusto?

  • Salve, rappresento una ditta interessata al suo fondo pensione, ne vogliamo parlare?

  • Papà!!

  • So quello che hai fatto nell’estate del 1965.

  • Il nero mietitore è qui per la tua anima! (da eseguire in piedi, con movimenti oscillatori delle braccia)

  • E se poi te ne penti?

  • Mi saprebbe trovare una rima per bomba a grappolo?



Lai Lai Hei - Ensiferum


proprietà della rosa di gerico

*dopo un'intensa discussione sul tempo e sul governo italiano*

vecchiettoinfila: d chi s' figl tu?

n: eh? (in realtà ho capito, ma è tanto divertente vedere i vecchietti fare i fighi usando il dialetto)

v: d chi s' figl tu?

n: ah. non sono di qui

v: no? e da dove vieni

n: wagga wagga, australia.

v: però! sì infatti l'avrei detto dal viso

n: eh lo so, i lineamenti tradiscono

v: ma sì infatti ci ho pensato subito "questo qua deve arrivare dall'australia"

n: già, anche io l'ho pensato "è sicuro che l'ha capito, che vengo dall'australia". certe volte sembro inglese, altre tedesco, si figuri.

v: esatto! sai io ero capitano qua, infatti sono stato in australia.

n: ah sì?! e dov'è stato di preciso?

v: beh non propriamente australia, ci sono arrivato vicino però.

n: capisco e da quanti anni ha smesso di fare il capitano?

v: il tenente, ero tenente.



simpatici i vecchietti.





ho sempre portato un relativo odio verso i filosofi. gente che si pone domande inutili, alle quali non troverà mai risposta.

tipo esiste dio? esiste un io? l'uomo esiste o sogna soltanto? qual'è lo scopo ultimo? riuscirei a ficcarmi per intero il dito nel naso?

e giù di seghe mentali per tentare di risolvere tali fondamentali quesiti. ma dico, cazzo te ne frega? fintantoché girandoti non vedi nessun essere gigantesco immortale soffiare nelle vele del tuo destino, allora non hai motivo per pensarci.

di contro nutro un certo rispetto per la psicanalisi. c'è un piccolo psicanalista in ognuno di noi mentre c'incantiamo a osservare uno sconosciuto o mentre pensiamo al perché delle azioni umane. farsi domande su come funzioni la mente è utile, aiuta a capire dinamiche personali e di gruppo. serve anche per farsi una ragione quando ci vengono rivolti certi comportamenti.

"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto." diceva l'odiato Bukowski e aveva pienamente ragione in ciò. ma forse lui intendeva dire che da ubriachi tutto sembra molto "wooow". questo non ci è dato saperlo.

poi, suvvia, i filosofi esistono da millenni, cosa hanno portato di utile?







parlare per interi pomeriggi, come se fossimo stati costretti al silenzio per mesi.

Amsterdam - Guster

(della serie: scoprire che il gruppo stràfico che hai scoperto da qualche mese in realtà lo conoscevi già da anni, grazie a questa canzone. poi cercare di capire dove cribbio l'hai già sentita sta canzone.)

http://www.youtube.com/watch?v=W0TQVbiWeEs&playnext=1&list=PLBA2FE09BEB44AFAA

How am I supposed to pretend I never want to see you again?

c'è un angolo tutto speciale nella mia stanza.

 di solito è pulita e ordinata quanto basta perché non venga indagato per danni ambientali.

la stanza, dico.

invece quest'angolo no.

io lo chiamo affettuosamente "l’angolo dei vestiti” mentre gli altri per lo più lo definiscono come “ommioddiocheccosè”.

Nei giorni più incasinati l’angolo dei vestiti diventa il muro dei vestiti. Può raggiungere altezze considerevoli e spesso travolge i poveri malcapitati che non conoscono la regola non scritta del “ti-prego-non-avvicinarti-a-meno-di-due-metri”

Qualcuno  si è anche arrischiato a proporre un’idea un po’ drastica. La soluzione finale.

“mettili a lavare, no?!”

“non posso D:”

“perché no? Avrai mica paura che prendano vita?” *guarda il mucchio di vestiti con vaga preoccupazione*

“no. È che..sono puliti D:”

Vampire Weekend - Campus


insetti kamikaze che in preda a furore mistico si buttano dagli alberi a cavallo di foglie, contro gli occupanti delle panchine

Hanno un bel colore, le foglie, d’autunno.



Attack Attack! - I Swear I'll Change


Depeche Mode- Never Let Me Down

leggo troppo ultimamente. quasi non faccio altro. leggo, ascolto musica ed esco. alle volte tutte e 3 le cose insieme. a parte lavorstudiare. quello non conta.
solo ora mi sono reso conto che per due anni, o quello che è, ci ero rimasto di merda. era la prima volta che perdevo degli amici a cui volevo bene e le prime volte sono memorabili a prescindere da quello che vogliamo. siamo stati tutti dei gran coglioni. dal primo all'ultimo.
però da tutto si può ricavare una lezione e io la mia l'ho imparata.

si dice che le divinità antiche fossero in grado mutare aspetto a piacimento, assumere qualsiasi sembianza. potevano cambiare qualsiasi parte del loro corpo a parte gli occhi. mi piace pensare che lo stesso valga per gli uomini. che guardandoli con un po' di attenzione si riesca a vedere nel loro animo. il fatto che le persone cerchino di nascondere così strenuamente i loro pensieri non mi fa ben sperare. alle volte invece è fin troppo facile capire cosa gli passa per la testa.
qualcuno mi disse "fai dei tuoi difetti un punto di forza e nessuno ti potrà attaccare", chi sa se lo stesso possa valere per i pensieri.
Dicono che qualsiasi cosa possa apparire bella col giusto filtro. Le persone non sono cose, ma lo stesso vale per loro.
P: Nicola, menomale che ci sei te, siamo gli unici due italiani qua.
N: *pokerface*

woop

Pochi mesi dopo aver imparato a camminare sono scappato dalla città. Presi quello che era il mio amico di allora e completamente nudi ce ne andammo via, verso l'infinito e oltre.
Mio nonno si divertiva sempre a raccontare come, dopo aver setacciato ogni buco, sia andato per i campi. Dice che era con una certa gioia che inseguivamo un branco di pecore e l'annesso pastore.

e lucevan le stelle

Pare che sia tornata la primavera. Se così non fosse ci rimarrei male, sapevatelo. Mi ero un po' stancato di girare impellicciato come una cipolla. Trascorrere ore attaccati al termosifone può avere i suoi aspetti positivi, ma a lungo andare si rischiano le ustioni di terzo grado.
Col bel tempo si prevedono lunghe camminate e maniche corte.
Per festeggiare la nuova stagione sono venuti fuori un paio di eventi che si trovano benissimo nella categoria "miillle progetti". Tra questi è bene ricordare il Paganfest di Bologna, il concerto del Teatro degli Orrori e più in là gli Incubus. Tutti questi, dopo intense progettazioni ma-anche-no, sono attualmente nella fase "se ci gira bene ci andiamo", altrimente conosciuta come "è più facile costruire la torre di Babele che organizzare un evento".