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È risaputo come nel medioevo e fattispecie nelle zone rurali, le famiglie gioivano quando nasceva un figlio. La nascita di un maschio significava che nel prossimo futuro, la fattoria avrebbe goduto dell’aiuto di un paio di braccia in più. Queste feste nel tempo si sono evolute e ogni contadino neopadre si preoccupava di renderle sempre più sontuose per festeggiare l’evento. Tanto che col tempo le famiglie s’indebitavano per poter affrontare le spese dei pasti luculliani.
Un frate benedettino, Antonio da Canova, calcolò che le spese che si doveva affrontare per i festeggiamenti si sarebbero potute ripagare solo con anni e anni di lavoro.  Antonio da Canova era arrivato al sorprendente risultato che il lavoro di tutta una vita del figlio sarebbero state appena sufficienti per ripagare le spese per la sua nascita.
Ciononostante, i poco intelligenti  fattori, erano entusiasti oltremodo di queste feste e facevano di tutto pur di poterne organizzare una. Quando per esempio nasceva una figlia, la si portava al convento più vicino e si cercava di scambiarla con un bimbo trovatello. Con gli anni, questa abitudine si sviluppò, tanto da dare il vita ad una nuova tradizione. Quella della ruota dei bambini.

La semplice ruota, che consentiva di abbandonare in forma anonima un neonato al convento, venne rielaborata, in modo che, quando si abbandonava una bambina e si girava per due volte la ruota, al suo posto il padre-fattore riceveva un bimbo.
I bimbi del convento erano molto apprezzati perché venivano nutriti con una speciale miscela che gli consentiva di sviluppare delle braccia molto forte. Non sorprende quindi il fiorire di conventi di suore. D’altronde nessuno ha mai sentito parlare di suori e un motivo ci deve pur essere, non credete?
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Sleeper Agent - Be My Monster

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