La ridicola serie di ginocchiate a porte e scaffali è un modo per dirmi di rallentare. Non so bene di chi, del karma(al quale farò finta di credere fino a quando durerà il pacchetto d’incenso che mi sono comprato), del cervello (che fino a poco tempo fa ero sicuro fosse sprovvisto di spirito masochista) o di babbo natale.
Babbo natale quest’anno l’ho un po’ trascurato. Mi ero ripromesso di fare un report fotografico dello scempio dei pupazzi di babbi natali appesi a balconi, scale, cose. Ma non lo feci più. E loro sono rimasti lì, appesi malamente per le balle, con le gambe storte e l’espressione di panico in mezzo alla folta barba esageratamente bianca.
Oggi su via nazionale c’era uno di quei mimi che non fanno altro che stare come coglioni imitando delle statue. Questo in particolare imitava uno dei babbi natali più ridicoli della storia. Sembrava Marilin Monroe con la barba. Mi veniva voglia di piazzarmi davanti a lui e (dopo essermi esibito in una delle occhiatacce di rimprovero più pungenti della quale sono capace) fare no con la testa. Sono sicuro che l’avrebbe demolito psicologicamente la cosa. Avrebbe raccolto le sue cose e si sarebbe trovato un lavoro decente. Avrebbe procreato e in mio onore avrebbe chiamato il suo primogenito “nono”
Yiruma - River Flows in You
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