horror pleni


Tra le stronzate che quotidianamente riempiono le pagine dei giornali, i titoli delle news, i blog, i risvolti dei boxer, i disegnini sulle unghie e le date di scadenza del cartone del latte, ogni tanto spunta qualche saggezzità. E io ovviamente le raccolgo al balzo e le annoto da qualche parte. Ovviamente (ancora) avendo la memoria breve di una rana maculata del Perù sud-occidentale (di quelle che mentre che accalappiano al volo un insetto con la lingua si chiedono sconcertate perché si siano appena messe a fare le linguacce) appena leggo la suddetta frase e tiro fuori il cellulare, vado nella schermata iniziale, vado nella sezione del block notes e dopo attimi di vuoto mentale mi chiedo cosa stavo facendo. Alle volte certe frasi me le ricordo, addirittura.
Per esempio (che intro breve che è venuta fuori, mi complimento con me stesso per la mia capacità di stare sull’argomento) in un giornale si diceva che la quantità di informazioni che quotidianamente ci bombarda la corteccia cerebrale è enormemente maggiore di quella che subivano i nostri conterranei di centinaia di anni fa. Questa è una di quelle notizie che appena le senti ti dici (mentre che ti prodighi in un facepalm degno delle circostanze) “cazzo, ma ci potevo arrivare pure io!”. Ovviamente, essendo noi dotati di un cervello utilizzato meno del contenitore della mancia in una pizzeria, non ci rendiamo conto che ‘ste cose le sapevamo già, effettivamente.
Che poi sia vero o meno mifregaunpo’unaseha stare a parlarne, visto che altrimenti rischierei di rendere vagamente utile il blog.

Non c’è un cazzo da dire, la gente non capisce la beltà di avere la possibilità di portare migliaia di libri con te D: io cerco di spiegarcelo ma è tempo sprecato. Mi sono già scofanato mezzo libro e ho iniziato un altro. Anche perché uno non è che abbia tutto sto gran che da fare viaggiando.
Che mi tocca pure ammettere che Le cronache del ghiaccio e del fuoco non saranno scritte da Tolkien ma l’è davvero una gran fihata. (viene un po’ l’ansia sapendo che fa parte di una settologia (???) della quale sono stati pubblicati solo quattro volumi, però uno cerca di non pensarci) Considerando che avevo rinunciato a cercare qualcosa di vagamente decente nel mondo fantasy, è una buona cosa.
Una volta tanto i consigli sui libri sono stati giusti, direi. I prossimi sulla lista sono Nessun dove e American Gods. E poi ancora Sunshine.

La gente che lavora in quella pizzeria sta bruciata. Sul serio. Vivono un po’ tutti in una realtà tutta loro. Alle volte è davvero divertente stare a guardarli pugnalarsi alle spalle, sparlare gli uni degli altri e più in generale odiarsi dal profondo del cuore. Io dall’inizio ho adottato la tecnica del “sto passando di qui per caso”, altrimenti detta tecnica del “sto facendo di sì con la testa, però in questo momento la mia mente sta correndo felice per un prato fiorito ”
Metric - Black Sheep

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