"L'albero si mosse. Scuotivento, che si sentiva scivolare all'indietro, ebbe
un lamento. Riuscì però ad aggrapparsi a un ramo. Solo che, presto o tardi,
si sarebbe addormentato...
Nella scena si produsse un leggero cambiamento e nel cielo apparve una
luce rosata. Nell'aria, vicino all'albero, si librava un'alta figura ammantata
di nero. In una mano teneva una falce. Il viso era nascosto all'ombra del
cappuccio.
— Sono venuta per te — disse la bocca invisibile, in toni grevi come il
battito del cuore di una balena.
Il tronco dell'albero ebbe un altro scricchiolio di protesta; una radice si
staccò dalla roccia e fece rimbalzare una pietra sul casco di Scuotivento.
La Morte veniva sempre di persona a mietere le anime dei maghi.
— Di che cosa morirò? — chiese Scuotivento.
L'alta figura esitò. — Pardon? — disse.
— Be' non mi sono rotto niente e non sono affogato, quindi di che cosa
morirò? Uno non può essere ucciso dalla Morte; deve esserci una ragione.
— Con sua enorme sorpresa, il mago non si sentiva più terrorizzato. Forse
per la prima volta in vita sua non aveva paura. Peccato che l'esperienza
non sarebbe durata a lungo.
Sembrò che la Morte fosse giunta a una conclusione.
— Potresti morire di terrore — intonò. La voce conservava la sua nota
cimiteriale, ma rivelava un lieve tremito d'incertezza.
— Non funzionerà — affermò Scuotivento con aria compiaciuta.
— Non è necessario che ci sia una ragione. Posso semplicemente ucciderti.
— Ehi, non puoi farlo! Sarebbe un omicidio!
La figura sospirò e si tirò indietro il cappuccio. Invece della testa ghignante
della morte, che Scuotivento si aspettava, si trovò di fronte la faccia
pallida e vagamente trasparente di un demone dall'aria alquanto preoccupata.
— Sto facendo un gran pasticcio, vero? — disse questi stancamente.
— Tu non sei la Morte? Chi sei? — gridò Scuotivento.
— Scrofola.
— Scrofola?
— La Morte non poteva venire. — Il demone appariva infelice. — A
Pseudopolis c'è una grande pestilenza. Doveva andare a pattugliare le strade.
Così ha mandato me.
— Nessuno muore di scrofola! Ho i miei diritti. Sono un mago!
— Va bene, va bene. Questa doveva essere la mia grande occasione —
disse la Scrofola. — Ma rifletti: se ti colpisco con questa falce sarai morto
proprio come se l'avesse fatto la Morte. Chi lo verrebbe a sapere?
— Lo saprei io!
— No, che non lo sapresti. Saresti morto. — La logica di Scrofola era
ineccepibile.
— Smamma! — disse Scuotivento.
— Va bene tutto. — Il demone alzò la falce. — Ma perché non cercare
di guardare le cose dal mio punto di vista? Per me questo ha una grande
importanza e tu devi ammettere che la tua vita non è poi tanto meravigliosa.
La reincarnazione può solo rappresentare un miglioramento... uh!
Si portò la mano alla bocca, ma Scuotivento già gli puntava contro un
dito tremante.
— Reincarnazione! — esclamò eccitato. — Allora è vero ciò che affermano
i mistici!
— Io non ammetto niente — ribatté la Scrofola stizzosa. — Mi è sfuggito.
Allora, sei pronto a morire di buon grado o no?
— No!
— Come vuoi — replicò il demone. Sollevò la falce, che si abbassò sibilando
come maneggiata da un professionista. Ma Scuotivento non c'era. In
effetti si trovava vari metri più in basso e la distanza andava sempre crescendo,
perché il ramo aveva scelto quel preciso momento per spezzarsi e
spedirlo in un viaggio ininterrotto verso il golfo interstellare.
— Torna indietro! — urlò il demone.
Il mago non rispose. Galleggiava prono nell'aria e fissava le nuvole che
si stavano diradando.
E svanirono."
Il colore della magia - Terry Pratchett
I libri di Terry Pratchett sono di quelli che vuoi leggere più lentamente possibile nella speranza che durino di più.
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